domenica 19 aprile 2009

Adamo fu il primo Golem


Adamo fu il primo Golemnell'antica tradizione ebraica il golem e' un gigante creato per magia.la sua prima apparizione e' nella Bibbia e precisamente nel salmo 139,dove golem significa embrione,massa informa,quella usata da Dio per plasmare Adamo,il primo uomo.Non ti era il mio corpo nascostonel chiuso dove mi hai fattogiù nella terra dove mi hai tessutoun grumo informe (golem) i tuoi occhi mi videroIl termine grumo informe, è riferito ad Adamo che non è stato ancora raggiunto dal "SOFFIO" di Dio ed è perciò golem.secondo il libro della creazione,un testo esoterico della kabbalah(VI-IIsec a C.),per creare il mondo Dio uso' le 22 lettere dell'alfabeto ebraico e ne svelo' la formula ad Abramo.perc io' qualunque sapiente avrebbe potuto dare vita ad una creatura se conosceva una determinata formula magica.l'idea ebbe fortuna:il talmud narra la storia del rabbino Rava che creo' un uomo artificiale per mezzo di pratiche magiche.dietro la creazione di un golem c'e' il desiderio di realizzare un figlio immortale che sfugga alle leggi umane che prevedono la partecipazione di maschio e femmina.L’automa è dunque un organismo perfetto ed invulnerabile capace di esorcizzare la fragilità umana?.Esso non conosce malattia e non è soggetto a sentimenti. La ricerca nel conferire a questo doppio il carattere dell’eternità giustifica molte volte l’immagine di un automa privo di connotazioni sessuali.L’uomo creato da Dio non è lo strumento docile del creatore, ma possiede come sappiamo il seme della ribellione così come questo seme è presente nella creatura- macchina-golem. La possibilità della disobbedienza limita all’origine la potenza del creatore allo stesso modo in cui il libero arbitrio dell’uomo limita la potenza di Dio. L’uomo con il peccato di origine si ribella a Dio venendo punitopolvere tu seie in polvere tu tornerai!(genesi 3,14,19)così anche il Golem in molte leggende dopo la sua ribellione al creatore sarà fatto ritornare un innocuo mucchio di argilla.il Golem è una creatura simile ad un essere umano fatta in modo artificiale in virtù di un atto magico, attraverso l’uso di parole (nomi) sacri.Nella seconda ore Adamo diventa un golem, una massa ancora informe. In Scholem (1980) troviamo la descrizione di Adamo prima che gli fosse infusa l’anima neshamah (soffio) e prima che fosse in grado di nominare le cose come di un essere grezzo, informe. Dopo aver accertato l’origine del termine golem e in che contesto è stato utilizzato per la prima volta è utile soffermarsi sul Golem visto come ripetizione della creazione dell’uomo tramite mezzi magici da parte di un altro essere umano.Golem viene intesa una creatura simile ad un essere umano fatto in modo artificiale in virtù di determinate operazioni che in qualche modo andrebbero a mimare l’azione creatrice di Dio.Il libro della creazioneSull’origine e patria spirituale di questo libro che conta soltanto poche pagine non è stato possibile risalire a conclusioni sicure e definitive. Questa incertezza permane anche per quanto riguarda la datazione di questo testo le cui valutazioni cronologiche oscillano tra i secoli II e VI AC.Il primo capitolo del libro inizia con la creazione del mondo, il quale è creato da Dio attraverso tre forme di espressione, il numero, la lettera e la parola. La creazione come nella Bibbia è attribuita allo strumento divino meno materiale possibile; la parola. Dio non fa: per creare gli è sufficiente la parola. Egli crea mediante le dieci sephiroth e le 22 consonanti dell’alfabeto ebraico. Secondo Scholem il vocabolo sephiroth deriverebbe dal verbo ebraico sphr (contare). In questo caso al termine sephiroth è attribuito il significato di numero, inteso come principio dell’universo. Le sephiroth sono forma distinta dalla materia. Come i primi dieci numeri primordiali sono alla base della prima produzione della forma così le 22 lettere sono la causa prima della materia. Ogni cosa esistente in via di sviluppo è dovuta ai poteri creativi delle lettere, ma è inconcepibile senza la forma della quale la investirono le dieci sephiroth.E’ attraverso i numeri primordiali che Dio ha determinato la profondità del principio e la profondità della fine, la profondità del bene e la profondità del male, la profondità di sopra e la profondità di sotto, quella dell’oriente e la profondità dell’occidente, la profondità del settentrione e la profondità del meridione Toaf (1988)La costruzione delle dieci sephiroth forma un tutto omogeneo. Esse sono l’espressione dell’unità di Dio. Esse sono dieci ed esprimono lo spirito del Dio vivente.Nel secondo capitolo del Libro della Creazione si parla delle 22 consonanti. Esse sono le lettere fondamentali con le quali Dio ha formato l’anima dell’intera creazione e di tutto ciò che è stato creato. Esse benché siano in numero ridotto, per mezzo del loro potere di combinazione, trasformazione e trasposizione forniscono un numero infinito di parole e cifre diventando così i tipi di tutti i molteplici fenomeni della creazione. “L’intera creazione e l’intero linguaggio scaturiscono da un’unica combinazione di lettere”. Tra queste 22 lettere tre sono considerate madri e cioè Alef, Mem, Sin. Da queste scaturiscono aria, acqua e fuoco.“I cicli sono stati creati all’inizio dal fuoco e la terra è stata creata dall’acqua e l’aria è l’elemento di equilibrio tra il fuoco e l’acqua.”Dopo le tre madri troviamo le sette lettere doppie e cioè bet, gimel, dalet, kaph, peh, res, taw. Per alcuni critici esse sarebbero dette doppie per un fatto di pronuncia, mentre per altri oltre il fatto della pronuncia vi sarebbe il fatto che ad esse corrisponderebbero gli archetipi delle sette opposizioni fondamentali della vita umana e cioè vita-morte, pace-guerra-sapienza-follia, ricchezza-povertà-fertilità-sterilità, bellezza-bruttezza, dominio-serenità. Dio da queste sette doppie ha formulato i sette pianeti del mondo, i sette giorni e le sette porte dell’uomo (occhi, orecchi, narici, bocca).Per Di Nola (1964) le sette doppie sembrano costituire i fonemi attraverso i quali lo spazio passa da una fase sephirotica in cui domina l’indistinto ad una fase in cui si vede l’origine dei sette pianeti, dei sette cieli e dei sette giorni della settimana.Ora rimangono le restanti 12 lettere e cioè h,w,z,t,y,l,n,s*, s,q; con esse Dio ha creato le dodici direzioni, che si protendono all’infinito, inoltre ha formato i dodici segni dello zodiaco, i dodici mesi dell’anno e le dodici membra principali dell’uomo. Il Sefer ci presenta una creazione armonica in cui Dio crea usando le 22 lettere dalle cui diverse combinazioni ha origine il molteplice. Secondo Di Nola nella combinazione delle lettere sono contenute le radici di tutte le cose ad esempio piacere e danno (oneg e nega) hanno le stesse consonanti in ebraico hanno origine in uno stesso processo ma possiedono una diversa combinazione degli elementi di cui sono composte.Con le 22 lettere Dio ha scolpito ogni cosa ed ha completato l’intera creazione.Secondo il Sefer Abramo sarebbe colui il quale ha ricevuto da Dio il segreto delle 22 lettereLegò ventidue lettere alla sua lingua e il santo gli rivelò il suo segreto - Sefer Yetsirahe colui al quale la leggenda fa risalire il Libro della creazione cheper chi saprà meditarvici sopra sarà fonte di sapienza e di potenza...chiunque si occuperà del libro e lo studierà conoscerà i suoi segreti e quelli relativi al mondo e gli verrà assicurato il mondo futuro.Nel medioevo e nel rinascimento il Sefer diverrà il testo con cui il kabalista sarà in grado di leggere e fare propri i segreti della creazione. Si può così facilmente comprendere l’importanza avuta da questo libro nell’ambito della tradizione golemica. Grazie alla sua conoscenza il sapiente può copiare Dio nell’atto creativo poiché si impossessa tramite il Sefer di quella che è la potenza divina. La conclusione stessa dello Yetsirah sembra non lasciare dubbi sull’uso magico di questo libro. Abramo è colui che ha ricevuto da Dio il segreto della creazione e quindi della vita. Si può dedurre da ciò che l’uomo Abramo è nella condizione di creare grazie alla forza della sua penetrazione intellettuale, nella connessione delle cose e nella potenza delle lettere. E’ facilmente comprensibile la fortuna che questo libro conobbe negli ambienti magici anche se il libro non fa riferimento al Golem e alla possibilità di creare alcun essere vivente.Come afferma Bloch (1937) bisogna estrarre dalle lettere morte il raggio nascosto, che può rendere vivente un corpo inanimato. Per ottenere ciò non è necessario essere solo sapiente, ma bisogna essere un giusto, uno Zadik. Il potere creativo dello Zadik, tuttavia, è limitato e non potrà mai raggiungere quello di Dio; come abbiamo visto Rava può creare un uomo, ma non può dargli la parola e ciò è dovuto allo iato esistente tra uomo e Dio dopo il peccato di origine.Alcune edizioni dello Sefer Yetsirah del XII secolo recavano il seguente titolo: L’alfabeto di nostro padre Abramo.Yeuda Ben Barzillai, come ricorda Scholem, che all’inizio del XII secolo ha redatto un ampio commento del Libro della Creazione riferisce che il titolo del libro recava la seguente aggiunta - chiunque guardi in esso ha una sapienza che è senza misura - Si potrebbe aggiungere simile a quella di Dio.La concezione riguardante Abramo come depositario dei misteri della creazione portò nell’ambiente hasidico tedesco nei secoli XII e XIII ad attribuire ad Abramo la creazione di individui mediante un processo magico ricavato dallo studio dello Yetsirah.
"E Dio disse - Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza... E Dio fece l'uomo a sua immagine. A immagine di Dio lo fece. Maschio e femmina lo fece" (Gen I, 26-27). La creazione di Adamo ed Eva dal Grand Heures de Rohan (XV sec.)Negli ambienti hasidici si prende spunto dal verso 5 di genesi 12 dove si trova - Abramo e Sara presero con sé le anime, che avevano fatto ad Haran- .Si attribuisce così al verbo “avevano fatto” valore letterale mutando radicalmente la interpretazione corrente, che vedeva in quella frase il riferimento ad una attività apostolica di Abramo e Sara e pertanto “avevano fatto” doveva riferirsi alle donne e agli uomini tra i quali avevano fatto proseliti.L’interpretazione degli ambienti religiosi hasidici gioca sul fatto che il termine ebraico nefashot con il quale si indica il termine anima significa anche persona, perciò alla luce di questa nuova esegesi la frase suonerebbe in questo modo - Abramo e Sara presero con sé le persone che avevano fatto (create) ad Haran -La credenza che Abramo avesse creato degli uomini avvalendosi dello yetsirah è presente negli ambienti esoterici ebraici dal III secolo e ciò permette come suggerisce Graetz (1846) di accostare il mito ebraico della creazione di uomini artificiali agli ambienti pseudoclementini, che presentano intorno al IV secolo dei punti di contatto con le concezioni della taumaturgia ebraica.Nei capitoli semignostici delle omelie di Simon Mago si incontra un caso la cui analogia con l’idea ebraica di poter creare un uomo artificiale è decisamente evidente; si legge, infatti, che Simon Mago si è vantato di essere capace di creare un uomo, non con la terra, ma con l’aria, mediante trasformazioni teurgiche e di avere poi nuovamente trasformato l’uomo creato in aria. Ciò che viene descritto è molto simile alle operazioni che il mago ebreo compie attraverso la manipolazione dell’argilla pronunciando le lettere sacre dell’alfabeto secondo i dettami del Libro della Creazione.


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