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domenica 26 aprile 2009

Agopuntura: ecco le prove

Venticinque anni fa, un rinomato editorialista della celebre rivista Lancet commentò l'inizio dell'interesse occidentale verso l'agopuntura con un editoriale sprezzante dal titolo "l'agopuntura e l'era dell'irrazionalità". È ancora possibile sentire e leggere qualche commento di tale tono, sempre più rari, per la verità, anche perché oggi, a differenza di ieri, vengono usati strumenti di verifica che consentono di far luce sull'apparente irrazionalità della pratica di infiggere sottilissimi aghi in precisi punti del corpo per curare malattie e promuovere la salute.Negli ultimi dieci anni si sono moltiplicati gli studi che hanno utilizzato le tecniche di imaging cerebrale (fRM, Risonanza Magnetica funzionale, PET, Tomografia a Emissione di Positroni) a cui si è affiancata la biologia molecolare. Come documenta un ampio studio, pubblicato recentemente su Progress in Neurobiology, con l'imaging si può tracciare la strada che segue lo stimolo indotto dall'ago per giungere dal midollo spinale al cervello e qui indurre un meccanismo, in discesa, di regolazione del network umano. Tra le condizioni più studiate quella del dolore e dei meccanismi antidolorifici messi in moto dall'agopuntura.Dalle visualizzazioni del cervello di un essere umano trattato con agopuntura, che ha una patologia dolorosa oppure che viene consensualmente sottoposto a uno stimolo doloroso, emerge che l'infissione dell'ago attiva alcune aree cerebrali e ne disattiva altre. Attiva la cosiddetta "via discendente" di controllo del dolore, che dal Rafe Magnus (un'area del tronco dell'encefalo dove sono collocati i neuroni che producono serotonina) giunge al midollo spinale e cioè al luogo da cui è stato trasmesso il dolore. Disattiva le aree del cervello emotivo coinvolte nella elaborazione del dolore (insula, corteccia cingolata anteriore, amigdala). Il risultato netto è un miglior controllo del dolore.Ma la serotonina non è l'unica molecola coinvolta. Sono decenni che si ha una precisa documentazione della capacità dell'agopuntura di indurre il rilascio di oppioidi (beta-endorfine, encefalite, dinorfine), a cui, recentemente si sono aggiunte altre molecole neuroattive, come la noradrenalina, la somatostatina, le neurotensine.Accanto a ormoni e neurotrasmettitori anche le molecole del sistema immunitario risultano coinvolte. Un lavoro giapponese ha dimostrato che l'uso di alcuni famosissimi agopunti (Stomaco-36, Vescica-18, 20 e 23) stimola il rilascio di alcune citochine chiave come l'interferone-gamma e l'interleuchina-4 determinando un'attivazione equilibrata del sistema immunitario.Insomma, è tutto il network umano che viene coinvolto dall'antica scienza medica cinese. Psiche compresa.Al riguardo i sostenitori dell'effetto placebo possono darsi pace. Fin dal 2005 è documentato quello che ogni persona ragionevole sa: che l'agopuntura, come ogni procedura medica ben fatta, è capace di attivare le risorse cerebrali del paziente, di provocare quello che si chiama effetto placebo. Ma accanto al placebo c'è anche un effetto specifico dell'agopuntura documentato dalle immagini. Probabilmente, nel trattamento di agopuntura c'è più effetto placebo che nel trattamento medico standard. Ma questo è un valore aggiunto, non un elemento negativo, che dipende dalla relazione più accurata e accogliente che il medico agopuntore, di solito, ha con i pazienti. Ogni terapeuta, infatti, può essere placebo o nocebo, un aiuto o un danno per il suo paziente, indipendentemente dalla metodica che usa. (francesco bottaccioli)

Fonte: Repubblica

Fluidi nanometallici e controllo magnetico:



da wiki:
Applicazioni comuni:
I ferrofluidi sono usati comunemente negli altoparlanti
I ferrofluidi sono similarmente usati per formare dei sigilli liquidi attorno agli assi di rotazione degli hard disk.
Possiedono inoltre caratteristiche di riduzione dell'attrito. Se applicati sulla superficie di un magnete sufficientemente potente, come uno fatto in neodimio, esso può planare su superfici liscie con una resistenza minima.
Esperimenti dell'industria:
La Matsushita Electric Industry ha prodotto una stampante capace di stampare 5 pagine per minuto utilizzando un inchiostro a ferrofluido.
Impieghi militari:
La United States Air Force ha introdotto una vernice in materiale radar assorbente (RAM) composta sia da sostanze ferrofluidiche che non-magnetiche. Dal momento che riduce la riflessione delle onde elettromagnetiche, questo materiale aiuterebbe a ridurre la sezione radar in alcuni tipi di velivolo stealth.
Applicazioni aerospaziali:
La NASA ha sperimentato l'utilizzo dei ferrofluidi in un'ansa chiusa come base per un sistema di controllo delle superfici e della stabilità in volo e nella navigazione nel vuoto dei veicoli aerospaziali. Cambiando il momento angolare del ferrofluido nell'ansa chiusa utilizzando magneti si cambia il centro di massa, e dunque anche la velocità di rotazione, di una nave spaziale ruotante nel vuoto.
Ottica e misure elettromagnetiche:
I ferrofluidi hanno numerose applicazioni in ottica, a causa delle loro proprietà rifrattive; questo perché all'interno di ogni grano (Che é in realtà una micella, formata da milioni di particelle della sostanza tensioattiva internamente con un gruppo idrofobico, come una catena carboniosa o aromatica; ed esternamente con un gruppo idrofilo a contatto con l'acqua o con un altro solvente polare), la particella ferrosa micromagnetica, riflette la luce. Questo tipo di applicazioni includono la misura della viscosità specifica di un liquido che si trova tra un polarizzatore ed un analizzatore, illuminato dalla luce prodotta da un laser elio-neon.
Medicina:
In medicina, un ferrofluido compatibile potrebbe essere impiegato per rilevare il cancro, con vari meccanismi fisici.
FerroFluido fatto in casa:
Un semplice ferrofluido può essere realizzato con piccole particelle magnetiche immerse in olio minerale, vegetale o per motori (sae 10 o altri a bassa viscosità). La limatura di ferro non funziona bene, risulta troppo grande. Buone fonti di particelle magnetiche sono:
  • toner di stampanti laser magnetiche
  • polvere magnetica di controllo in negozi per saldature
  • particelle ricavate da lane d'acciaio bruciate (dopo averle passate al mortaio e al pestello)
  • particelle ricavate raschiando la superficie di videocassette
  • le particelle "estratte" dalla sabbia con un sacchetto di plastica e un magnete (vedere link esterni)
  • inchiostro magnetico usato per stampare checks
Un rapporto 1:1 tra l'olio e la polvere magnetica sembra funzionare al meglio.
In ogni caso questi fluidi sono molto instabili. Le particelle tenderanno a raggrupparsi e le proprietà del fluido verranno perse velocemente. I fluidi creati per scopi professionali contengono emulsionanti per mantenere in sospensione in acqua particelle magnetiche oleose (ottano o cherosene) molto piccole. Le particelle sono molto sottili; meno di un micrometro di diametro.
I ferrofluidi macchiano e sono praticamente impossibili da pulire, quindi è necessario prestare attenzione quando vengono mescolati o usati.

Pinguino Bionico

Festo ha sviluppato un pinguino robotico, da vedere assolutamente !

sito ufficiale:

http://www.festo.com

venerdì 17 aprile 2009

Time Traveling - PT1

Il viaggio nel tempo è un argomento che potenzialmente affascina chiunque. Premetendo che comunque anche noi stessi ogni secondo che passa viaggiamo verso il futuro, ma è davvero possibile muoverci in uno spazio in tempi differenti ?
Cioè è possibile coprire distanze in minore tempo? teoricamente si, se dal punto A al punto B ci muoviamo a piedi, o in macchina ci mettiamo meno tempo utilizando un mezzo piu veloce, direi in modo relativo poichè se devo attraversare una caotica città colma di traffico potrei metterci di meno a piedi. In ogni caso il tempo impiegato per spostarci dal punto A al punto B varia a seconda del metodo di locomozione che utilizziamo, se potessimo utilizzare un mezzo che andrebbe alla velocità della luce potremmo spostarci in un punto qualsiasi (entro i 300.000 km,la luce viaggia a quasi 300.000km/s) in meno di un secondo quindi quasi istantaneamente dal punto di vista matemativo potremmo trovarci in tutti i punti di una sfera dal diametro di 300000km contemporaneamente.
Sia chiaro che nella nostra dimensione di esistenza sembra che il tempo scorra solo dal passato al futuro e non viceversa, al massimo se un osservatore si muove a velocità prossime a quella della luce potrebbe percepire un rallentamento o addirittura uno stop del tempo.
Perchè parlando di viaggi temporali si parla anche di viaggio nello spazio?
Fondamentalmente perchè la terra non è nello stesso punto sempre, compie nello spazio un movimento ellittico attorno al sole, quindi in tempi differenti si trova in spazi differenti, senza contare la forza ci Corriolis, e quindi la rotazione della terra sul proprio asse. Inoltre Spazio e tempo sono variabili direttamente collegate.
Ma perchè si parla di buchi neri per i viaggi temporali?é stato dimostrato matematicamente da Einstein che lo scorrere del tempo è relativo all'osservatore, e varia a seconda della velocità dello stesso. Di recente (almeno in questi ultimi 10 anni) vari astrofisici nel tentativo di studiare il fenomeno dei buchi neri, hanno riscontrato varie anomalie temporali in prossimità di forti concentrazioni di densità della materia,di buchi neri appunto, come infatti oramai sapete tutti qui su mystero, il buco nero non è altro che un concentrato di materia in un volume infinitesimale dalla capacitò quindi di forza di attrazione gravitazionale cosi forte che persino la luce non riesce a sfuggirne.
Non è pertanto possibile attraversare un buco nero poichè non è un reale buco, ma è possibile teoricamente sfruttare le sue energie per deformare il tempo. Purtroppo in via del tutto teorica perchè al momento non esiste la tecnologia per "gestire" un buco nero.
Qualche mese fa è stato avviato un progetto di sperimentazione al Cern di Ginevra per la creazione di buchi neri in laboratorio, nulla di preoccupante, il fine dell'esperimento non è tanto riuscire a creare il buco nero, ma dimostrare la veridicità della teoria delle Radiazioni Di Hawking, secondo la quale (sintetizzando in pochissime parole) buchi neri di massa infinitesimamente piccola evaporerebbero in tempi inconcepibili alla mente umana, meno di istantaneamente.
Ci sono varie teorie poi che ritengono che un buco nero rotante (buco nero di Higgs)potrebbe presentare una singolarità anulare, se in via teoria si riuscisse ad arrivare all'orizzone degli eventi e si osservasse attraverso l'anello vedremmo l'uscita di un tunnel spazio temporale, deformato dalla grande forza di gravità. Se l'anello fosse adeguatamente grande per passare, solo attraversando l'anello con un particolare grado di incidenza potremmo uscire da un "buco bianco" indenni in uno spazio, un tempo o forse una dimensione differente.
... continua ...

sabato 17 aprile 2004

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