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venerdì 15 maggio 2009

Il fantasma di Lenin


"La prima volta che venne visto il fantasma del capo della rivoluzione proletaria, Vladimir Iljc Lenin, aggirarsi per il Cremlino, fu nella notte tra il 18 e il 19 ottobre 1923, circa tre mesi prima del giorno della sua effettiva morte. In quel periodo Lenin si trovava stabilmente nella citta' di Gorkij, l'attuale Nizhnyj Novgorod, dove si trovava sotto cura dalla malattia che il 21 gennaio del 1924 l'avrebbe poi definitivamente stroncato", racconta il candidato di scienze storiche, nonche' famoso scrittore russo Aleksandr Gorbovskij, il quale si basa sul racconto di un allora fattorino del Cremlino.
Il fattorino quel giorno, secondo quanto dichiarato dallo scrittore, dopo aver consegnato i plichi e le lettere di turno, era entrato nel corpo di guardia per riscaldarsi, diventando inavvertitamente diretto testimone di una strana conversazione telefonica. Il comandante della guardia del Cremlino infatti, chiese per telefono a qualcuno: "Perche' Lenin e' giunto al Cremlino senza guardie del corpo?", per poi rispondere al suo interlocutore: "No, con lui non c'e' nessuna guardia del corpo. E' completamente solo, ho controllato personalmente. Va bene allora, mi metto in contatto con Gorkij". Dopo qualche minuto il comandante della guardia del Cremlino ritelefona alla stessa persona e dice: "A Gorkij hanno detto che Lenin non e' andato da nessuna parte e che si trova li' da loro".

Continua...

fonte: cosenascoste.com

martedì 21 aprile 2009

Gruppo di ufologi di Ekaterinburg scopre un caso di Poltergeist attivo

Un gruppo di ufologi di Ekaterinburg appartenenti al centro di ricerche "Uran", e' appena rientrato dalla regione siberiana di Kurgan nella quale ha scoperto un caso di Poltergeist attivo. Come dichiarato al rientro della missione da parte del coordinatore della sezione di Ekaterinburg del gruppo di ricerche ufologiche "Uran" Aleksej Komanev, si tratta della prima scoperta effettivamente interessante che il gruppo di ufologi degli Urali e' riuscito a fare nel corso del 2007.

continua...

fonte: http://italia.pravda.ru/

domenica 19 aprile 2009

Fantasmi e poltergeist...

Alcune sequenze sono famose, altre meno

Buona visione

venerdì 17 aprile 2009

Esorcismo, il rito che sopravvive nei secoli

Fonte: http://notizie.virgilio.it/cronaca/esorcismi_rito.html?pmk=nothpboxdx

Cambiano i tempi e la Chiesa siciliana si attrezza contro la presenza di Satana nominando preti che liberano gli "indemoniati". "Dietro la mafia però non c'è il diavolo", Cosa Nostra è il frutto di scelte sbagliate sostiene Frate Benigno

L’illusione demoniaca più grande è far credere che esso non esista. I teologi sono concordi a stabilire che il Diavolo sia presente nel mondo contemporaneo, anche se come affermava qualche anno fa il più famoso degli esorcisti Gabriele Amorth, la credenza di Satana nella Chiesa è molto in ribasso. Nella tentazione di escludere l’esistenza di Lucifero dall’universo fenomenologico del possibile risiede la forza di Belzebù. In Sicilia si va in controtendenza. L’isola detiene il primato di 20 esorcisti, sui 100 spalmati in tutto il territorio nazionale, non perché la Trinacria sia un ricettacolo di satanisti, ma in virtù del fatto che la Conferenza Episcopale siciliana ha nominato gli esorcisti e investito in “modo più incisivo sulla loro formazione”, precisa Frate Benigno, il barbuto padre minore che scaccia i demoni. E ci spiega come si fa un rito di esorcismoLa Personificazione del Male è un argomento che ha sempre suscitato un sottobosco di preoccupazioni misto ad anatemi. Il Maligno è stato sempre accostato a contesti particolari. Del resto il diavolo è nei lombi e nei dettagli. L’adesione a sette, riti satanici o messe nere, la partecipazione a sedute spiritiche, perfino l'ascolto di musica di rock (da Sympathy for the devil a Starway to Heaven in avanti), il ricorso a maghi, streghe, chiromanti, fattucchieri, medium, chiaroveggenti e cartomanti è stata colta come un segnale di possessione, degno di un vade retro. Hanno fatto scalpore le dichiarazioni di Frate Benigno, al secolo Calogero Palilla rilasciate al Corriere della Sera. “La mafia o Riina non sono il frutto di una manifestazione del diavolo – ma il frutto di scelte sbagliate”. Interpellato da Virgilio, l’esorcista ha chiarito il suo pensiero senza attenuare il peso delle sue affermazioni. “Un conto è la possessione diabolica - sostiene il frate, incaricato dalla Cei Siciliana della formazione degli esorcisti - un conto è un’azione sbagliata di un singolo. Quando un mafioso agisce non è per possessione demoniaca. L’autore dell’azione non è il diavolo, la responsabilità è individuale, moralmente imputabile, frutto di scelte che portano alla dannazione. Altrimenti l’azione non potrebbe essere ascritta a chi la compie”. Anche le azioni più abiette ai limiti del “demoniaco” e i crimini più efferati, come lo scioglimento nell’acido del piccolo Giuseppe Di Matteo sono “azioni scellerate del singolo” e il prelato ritiene che esse non siano ascrivibili al demonio, a meno che non ci siano prove che chi le commetta sia indemoniato.